Spesso, per necessità di sintesi, mi definisco un giornalista. Quella per il giornalismo e la comunicazione, infatti, è una passione che ho coltivato fin dall’infanzia e di cui sono debitore soprattutto nei confronti di mio padre, il più grande fagocitatore di quotidiani e settimanali che abbia mai conosciuto.

A partire dall’età di 17 anni ho cominciato a collaborare davvero con alcune testate locali, regionali e nazionali. La mia esperienza come giornalista comprende diversi impieghi in quotidiani, periodici, radio, agenzie e media online, oltre ad alcuni stage in Italia e all’estero. Tra il 2004 e il 2005, in particolare, ho diretto il Piccolo Giornale di Cremona, un settimanale locale di tipo generalista in cui ho provato a tradurre in realtà alcuni dei concetti teorici appresi nel corso dei miei studi sulla comunicazione.

Nel corso degli anni, però, mi sono ritrovato a fare anche molte altre cose, ricoprendo il ruolo di addetto stampa, capo ufficio stampa o consulente per la comunicazione in organizzazioni non profit ed enti pubblici, tra cui Legambiente, Amref, Save the Children, la Commissione per le adozioni internazionali e l’Inail.

Anche se il mio esordio nella redazione di un giornale risale ai tempi della macchina da scrivere, ho sempre nutrito un grande interesse per la tecnologia, in particolare per le sue ricadute sulla comunicazione e sulla vita di tutti i giorni.

Le mie prime frequentazioni con le forme primordiali di Internet risalgono alla fine degli anni Ottanta, quando ho cominciato a “navigare” con un Amiga 500 attraverso l’Agorà Telematica del Partito radicale, pioniere italiano nel campo del web. Da allora non ho più smesso di seguire da vicino le varie tappe dell’evoluzione della rete, lavorando anche come webmaster e web editor.