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A un mese dal caso che ha coinvolto la redazione di Corriere.it, finita nel mirino di alcuni blogger per un uso un po’ troppo disinvolto di alcune foto di Paulthewineguy prese da Flickr, anche Repubblica.it ripete lo stesso errore.

Nello speciale con le gallerie fotografiche dedicate al voto del 13 e 14 aprile, infatti, la sezione dedicata (per ora) alle immagini del Partito Democratico e di Sinistra Critica pubblicate su Flickr non riporta né i nomi degli autori né il link diretto agli scatti originali.

Sulla home page i lettori sono anche invitati a inviare foto e video dei manifesti elettorali, ma le fonti non vengono mai citate e tanto meno linkate anche nelle altre sezioni, dedicate alle immagini dei partiti, ai manifesti fotografati per strada e a quelli ritoccati. Cosa che invece viene fatta abbondantemente in NetMonitor, lo spazio curato da Vittorio Zambardino e inserito nello stesso “speciale elezioni” di Repubblica.it per seguire la conversazione dei blog in campagna elettorale.

È probabile che l’assenza di fonti e link nelle gallerie fotografiche dipenda dalla mancanza di tempo e dalla necessità dei redattori di fare le cose in fretta. Le gallerie delle immagini del Pd e della Sinistra Critica prese da Flickr riportano la data di oggi, quindi magari verrà posto rimedio nelle prossime ore o nei prossimi giorni.

Resta però il fatto spiacevole che alcune delle regole base del web (e di Flickr) – appunto citazione delle fonti e link all’originale, laddove possibile – continuano a godere di scarsa attenzione nei siti di alcune delle nostre testate più autorevoli. E se il buon esempio non lo danno loro…

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  1. Sia Repubblica che il Corriere hanno la brutta abitudine di non citare con link le fonti a cui attingono, come se fossero sempre “fonti riservatissime ed esclusive” a cui solo loro, grandi editori, possono attingere.

    Il gruppo dell’Espresso ha poi la pessima abitudine di imporre banner e jump page pubblicitarie quando si clicca sul link che dalla home page porta all’articolo completo.

    Secondo me si tratta di modi di fare di chi non ha ancora ben capito come funziona la rete e come si creano e alimentano le comunità online.